campione italiano 2009

oggi vorrei parlare di un ragazzo che a soli 13 anni è diventato per la seconda volta consecutiva campione italiano di nuoto nei 100 mt dorso. Il suo nome è Alessandro Monti e ne parlo con molto orgoglio perchè fa parte della mia stessa società di nuoto : asd viadana nuoto.

E’ un piccolo giovane campione Alessandro, un ragazzo educato che si impegna, allenamento dopo allenamento, per superare i suoi limiti e le sue giovani debolezze. Quest’anno però a Riccione, dove si sono svolte le gare, Alessandro non è arrivato primo solo nella sua specialità ma ha conquistato anche una medaglia di secondo posto nello stile libero. L’hanno definita una gara al foto finish, io la definirei di più una gara rubata. La distanza tra i due nuotatori era di centesimi di secondo, la vittoria, da regolamento, meritava un ex aequo.

Conosco Alessandro personalmente, so quanto si è impegnato per questa gara, so quanto lavoro e quanta fatica lo hanno portato fino a Riccione. Spostamenti di gare in mattinata; millesimi guadagnati volta dopo volta; rabbia e delusione per gare non portate a casa nel modo desiderato… Ale la meritava proprio questa medaglia, ma si sa contro i favoritismi c’è poco da fare.. Questo è lo sport dicono.. Ma lo sport è impegno, è conquista, è divertimento.. Non dimentichiamo mai che questi ragazzi hanno 13 anni, hanno tutto il diritto di divertirsi e di vivere spensierati la loro passione.

Ieri sera Alessandro insieme al Presidente e all’allenatore della Viadana nuoto hanno ritirato il riconoscimento onorario della cittadinanza viadanese; a premiarli erano presenti, riuniti in consiglio comunale, sindaco, segratari, assessori e consiglieri. Grandi gli applausi e alta la soddisfazione per questo giovane campione viadanese. Presenti alla cerimonia anche i genitori, gli zii ed alcuni amici – sostenitori.

Per finire ci terrei a dire una cosa importante direttamente a lui :

Ale ricorda che avrai tempo per rifarti, che ogni delusione sportiva ti darà una forza maggiore per affrontare gli ostacoli che verranno perchè io sono sicura che ce ne saranno veramente tante di vittorie.. Con questo concludo dicendo che :

….. ALE SIAMO TUTTI CON TE…….

altra censura

Censura Per il popolare indirizzo web è il colpo più grave dal suo sbarco nel Paese comunista

La Cina blocca i siti esteri su Google

Ordine di Pechino al motore di ricerca. Motivo ufficiale: il porno

Stop a Google. La Cina ha ordinato di «sospendere le ricerche sulla rete estera» alla versione in lingua cinese del motore online più utilizzato al mondo. Non solo: ai dirigenti di Google. cn, convocati dai funzionari del Ciirc, l’agenzia incaricata di sorvegliare i contenuti «illegali », è stato anche chiesto — riporta l’agenzia Xinhua (Nuova Cina) — di bloccare la «tendina » che suggerisce automaticamente le parole da lanciare sul web. Quest’ultima funzione è già stata annullata, mentre nelle ultime ore sembra ancora possibile «vedere» alcuni siti stranieri. Secondo il Financial Times, è il «colpo più duro» mai inferto dai cinesi al motore di ricerca, operativo ormai da quattro anni nella Repubblica popolare.

In passato, a Google (ma anche a Yahoo! e altri portali) era stato imposto di filtrare le pagine politicamente scomode, perché contenenti riferimenti ad argomenti tabù come la rivolta di piazza Tienanmen o le istanze dei tibetani. Venerdì, la scure delle autorità si è scagliata apparentemente sui contenuti «sconci» accessibili attraverso il motore di ricerca. Il Ciirc ha «condannato con fermezza» Google.cn, ingiungendo di «pulire a fondo le pagine volgari e pornografiche raggiungibili a partire dai suoi siti». Google Cina, era in sostanza l’accusa, non ha installato i filtri per il blocco della pornografia come impone la legge della Repubblica popolare. I manager del motore di ricerca hanno inteso istantaneamente il messaggio, che evidentemente non si riferiva soltanto ai contenuti «pornografici» ma a tutti quelli considerati «illegali » in Cina: le critiche al regime. Dopo la convocazione, è arrivata la notifica della «punizione»: la sospensione dei servizi di ricerca sulle pagine web straniere. Pronta la risposta. In un comunicato, Google assicura di «prendere costantemente misure contro i siti pornografici, in particolare quelli che possono danneggiare i bambini, su Internet, in Cina». Il motore di ricerca «sta incrementando i suoi sforzi» e «farà tutto il possibile per rimuovere i contenuti volgari », assicura il testo.

Insomma, l’azienda ha affrontato «rapidamente la questione », in modo da soddisfare le richieste. E si può ben capire perché: la Cina, con i suoi 300 milioni di navigatori, è il Paese con il maggior numero di utenti al mondo, quindi il mercato più ricco dal punto di vista del web. Come se non bastasse, è ancora in grande espansione, con un bacino potenziale che rasenta il miliardo di persone: impossibile rimanerne fuori. Considerato che, oggi, Google ha conquistato il 30 per cento degli utenti abituali, molti, riporta ancora il Financial Times, si chiedono a chi giovi «rallentare » le operazioni cinesi del motore. Alcuni manager Usa, i cui commenti sono stati riportati dal quotidiano economico londinese, alludono alla recente norma che imporrà un filtro in tutti i nuovi pc sin dalla vendita: «I cittadini cinesi sono furiosi per un’iniziativa da “Grande Fratello”, prendersela con Google serve solo a distrarre l’attenzione ». Altri fanno notare come il motore di ricerca «nazionale », Baidu, sia sempre più incalzato dalla popolarità di Google e quindi potrebbe aver chiesto di «arginare» il concorrente.

SMS

SMS PIU’ VELOCE D’AMERICA

{B}Sms più veloce d'America, vince Kate{/B}

 

Con una media di 500 sms al giorno è Kate Moore, 15enne dell’Iowa, a portarsi a casa il titolo di campionessa nazionale di scrittura di messaggi sul telefono cellulare. La vittoria le è stata assegnata dopo una due giorni di prove che hanno testato la velocità di scrittura, la destrezza, l’abilità e le qualità atletiche dei partecipanti. Alla finale, che si è tenuta a New York, hanno avuto accesso solo 22 degli oltre 250mila iscritti al concorso

come non perdersi il finale di un film

da Repubblica.it del 10 giugno :

Ecco come non perdersi il finale di un film

Un sito americano indica i momenti morti dei film per permettere di andare in bagno o fare una telefonata senza rischiare di perdersi nulla

Un thriller mozzafiato, la scena clou, il telefono che squilla e… l’acciuffamento dell’assassino che sfuma. Capita a molti di seguire un’ora di film e perdersi gli attimi salienti o addirittura il finale.

Ecco allora un rimedio: il web. Sul sito statunitense RunPee sono indicizzate centinaia di pellicole, divise per genere, ordine alfabetico o data di distribuzione nelle sale. Di ciascuna è definita una timeline che indica il minuto esatto in cui è più propizio assentarsi. Nello spazio viene chiaramente indicato ‘per andare a far pipì’, ma è lecito supporre che la cosa sia valida anche se ci si vuole fare un caffè, prendere un bicchier d’acqua o fare una telefonata. 

Si scopre così che il nuovo campione d’incassi Angeli e demoni dura circa 135 minuti: a un’ora e dieci minuti il protagonista Robert ed una guardia sono negli archivi del Vaticano. Non accade molto e si hanno tre minuti per lasciare la nostra postazione davanti lo schermo.

Se nessuna guida temporale sortisse l’effetto di non guastarci film e finale, un’altra soluzione è navigare su Spolerin.com. Si tratta di un sito italiano che racconta in maniera ironica e divertente come vanno a finire le storie di circa mille film. Il numero è ovviamente in costante aggiornamento. Di Australia, film con Nicole Kidman, per esempio si legge: “Il vecchio non muore. Il ragazzino non muore. Lei non muore. Lui non muore. Il cattivo ovviamente muore. Di giapponesi ne moriranno diversi. La famiglia, felicemente riunita, se ne torna verso casa: non c’è nessun posto come casa… nel frattempo però il ragazzino se ne va a fare il walkabout col nonno, che se ne va mostrando le chiappe a tutti”. Un modo diverso di recuperare un finale perso.

 

A chi non succede di perdersi la scena clou???

vignette

Ecco cosa si può dire anche senza spendere parole inutili..

Le vignette di Vauro insegnano.. ecco le migliori.. Sempre dal mio punto di vista è chiaro..

giu09store.html

 

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e ce ne sono tante altre al sito http://www.vauro.net

D’Alema – pdl.. ma si può?

I magistrati di Bari starebbero effettuando delle verifiche sugli spostamenti
delle donne che avrebbero partecipato alle serate nelle case di Berlusconi

Ragazze alle feste del premier
indaga la procura, 5 ascoltate

 

Ragazze alle feste del premier indaga la procura, 5 ascoltate

Palazzo Grazioli
residenza romana
di Silvio Berlusconi

ROMA – La Procura di Bari sta effettuando delle verifiche sugli spostamenti di alcune donne che avrebbero partecipato, a pagamento, a feste organizzate nelle residenze private di Silvio Berlusconi. Le verifiche si insericono nell’ambito dell’inchiesta, avviata dalla stessa Procura di Bari, per un presunto giro di prostitute che avrebbero preso parte alle serate a Palazzo Grazioli a Villa Certosa. Cinque ragazze sono state ascoltate dagli investigatori.

La figura chiave dell’inchiesta è Patrizia D’Addario, 42 anni, che ha raccontato di essere stata a due feste nella residenza romana del premier e di avere le prove, comprese le registrazioni audio e video che avrebbe anche depositato in Procura e che sarebbero riconducibili agli incontri ai quali dice di aver partecipato.

In particolare – rivelano fonti vicine alle indagini – le verifiche riguarderebbero le intestazioni di biglietti aerei e i pernottamenti in alcuni hotel romani dove le ragazze ascoltate dalla Procura avrebbero detto di essere state ospitate.

Nell’ambito dell’indagine, sarebbe prevista anche l’audizione di altri testimoni che, secondo le ragazze ascoltate, avrebbero partecipato alle fese organizzate nelle residenze del premier. Sulla vicenda a palazzo di giustizia di Bari si mantiene il massimo riserbo. Il magistrato inquirente, il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, è da ieri in ferie e lo sarà per due settimane.

D’Alema ribatte :

l’ex premier: «Denuncio chi dice che manovro le inchieste»

Caso Bari, il Pdl all’attacco di D’Alema
E lui: «Speculazioni, non ne so nulla»

In una nota sull’inchiesta pugliese, l’ufficio di presidenza attacca l’eponente Pd: «Come faceva a sapere?»

Massimo D'Alema ospite di Lucia Annunziata (Sestini)
Massimo D’Alema ospite di Lucia Annunziata (Sestini)

ROMA – È scontro a distanza tra il Pdl e Massimo D’Alema sull’inchiesta di Bari e oggetto di un articolo pubblicato dal Corriere della Sera. «Come faceva D’Alema – si legge in una nota dell’ufficio di presidente del Popolo della Libertà – a “immaginare” in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta della procura di Bari dopo la sua visita nella città?». Rincara la dose Niccolò Ghedini, legale del presidente del premier e deputato del Pdl, sostenendo che sarebbe una «straordinaria coincidenza» se Massimo D’Alema avesse parlato di «scosse» senza essere a conoscenza delle notizie sull’inchiesta dei pm di Bari. «Quel giorno – spiega il legale parlando dell’intervista rilasciata dall’esponente del Pd a Lucia Annunziata – D’Alema era a Bari e il fatto che abbia dato questa indicazione e che poi siano usciti questa intervista e questo articolo effettivamente fa pensare». Parole che il presidente della Fondazione Italianieuropei non ha lasciato cadere nel vuoto. «Si sta facendo una vergognosa speculazione – si difende D’Alema -. Quello da me espresso domenica scorsa nel programma In mezz’ora era un giudizio politico, come è stato del tutto evidente a chi ha visto la trasmissione, riferito al governo e al nervosismo del presidente del Consiglio, il quale aveva appena denunciato oscuri e imprecisati complotti contro di lui». «Nessun riferimento, dunque, da parte mia a vicende giudiziarie di cui non so nulla – prosegue in una nota l’esponente dei democratici -. Per quanto riguarda, poi, le insinuazioni prive di qualsiasi fondamento di verità e di riscontri, mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori».

«DENUNCIO CHI DICE CHE MANOVRO LE INCHIESTE» – Un avvertimento preciso, quello di D’Alema: «Se qualcuno ha il coraggio di dire che manovro inchieste giudiziarie – chiarisce il democratico – lo denuncio perché è un mascalzone e un bugiardo». «Non si è risposto nel merito e su una vicenda di cui non sapevo nulla. Che sia finito sotto accusa io – ha aggiunto – è incredibile». D’Alema è arrivato a parlare di una «gravissima intimidazione». «Ho letto anch’io, come molti altri cittadini italiani – ha spiegato D’Alema in una nota – le notizie pubblicate questa mattina dal Corriere della sera, cui auspicherei giungessero risposte e smentite di merito, anziché insulti e accuse rivolte a chi, come me, non ha nulla a che vedere in queste vicende».

FRANCESCHINI – Difende l’operato di Da’Alema il leader del Pd Dario Franceschini. «Ha risposto con determinazione e indignazione alle accuse assurde del Pdl. E ha ragione: tutti quelli che lo hanno ascoltato hanno capito perfettamente che quando parlava di scosse si riferiva a fatti politici», afferma il segretario dei democratici in una nota. «Tutto il resto – aggiunge – fa parte del solito copione di Berlusconi e della destra, fatto di attacchi a tutto e tutti, la stampa, l’opposizione, la magistratura, gridando al complotto per cercare di trasformarsi in vittima e raccogliere qualche voto in più ai ballottaggi. Già visto cento volte, non funziona più».

«VICINANZA E SOLIDARIETÀ AL PREMIER» – Nella nota, l’Ufficio di presidenza del Pdl «ha espresso all’unanimità vicinanza e totale solidarietà al presidente Silvio Berlusconi, anche oggi oggetto di un attacco scandalistico». «Sorprende – si legge nel comunicato – che, forse per una inaccettabile competizione tra testate ci si presti a dare corpo a notizie che non trovano riscontro nella realtà, a partire da quella di una candidatura europea del tutto fantasiosa mai ipotizzata da alcuno». «È evidente – continua – che dopo la ricerca spasmodica è ben remunerata, da parte di un gruppo di giornalisti, di ogni notizia, anche la più falsa, in grado di danneggiare l’immagine del premier, si sia aperta la strada a qualsiasi mitomane o persone a caccia di facile notorietà. Basta leggere con attenzione l’intervista apparsa oggi per averne conferma».

«L’OPERATO DEL PRESIDENTE È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI» – «Si ripete un vecchio clichè – si legge sempre nella nota dell’ufficio di presidenza del Pdl – a cui la sinistra ci ha tristemente abituati». «Il ripetuto tentativo di infangare la vita privata del presidente Berlusconi con rivelazioni scandalistiche – conclude la nota – è peraltro la prova evidente che i suoi detrattori non hanno alcun argomento politico in grado di contrastare efficacemente quanto in 12 mesi il governo Berlusconi ha realizzato di concreto per il paese. Ma l’operato del Presidente nell’affrontare le questioni di politica interna ed internazionale è sotto gli occhi di tutti ed è, per fortuna, soltanto il giudizio degli italiani quello che conta».

quello che la rete può fare..

Figlio di Castro beffato in chat
love story con una finta donna

Per otto mesi un prankster di Miami ha fatto credere al 40enne rampollo del Lider Maximo di essere una colombiana di nome Claudia. “L’ho fatto per dimostrare che a Cuba i privilegi come internet esistono solo per i potenti”

 

<b>Figlio di Castro beffato in chat<br/>love story con una finta donna</b>

La storia è nota: uomo conosce donna su internet. Lui la corteggia, lei si rivela disponibile. Lui vive a Cuba, lei in Colombia. Superati i primi convenevoli la relazione, esclusivamente online, assume sfumature un po’ piccanti e dopo otto mesi di scambio di mail e fotografie si fa urgente la necessità di un incontro. L’unica differenza rispetto alle solite storie d’amore nate sul web è che lui è il figlio scapestrato e playboy di Fidel Castro e lei, Claudia, non è una bella donna ma Luis Dominguez, un hacker di Miami che ha messo in forte imbarazzo il governo cubano.

Così, mentre a Cuba l’accesso a internet continua ad essere negato alla maggior parte dei cittadini, Antonio Lothario Castro, questo il nome del figlio del “lider maximo” chattava tranquillamente dal suo Blackberry con la presunta colombiana Claudia. Il fidanzamento di lunga data di Lothario, noto in patria come il playboy della famiglia Castro, non ha impedito al quarantenne di invitare la bella Claudia a Cuba. Ma è proprio lì che il gioco di Luis Dominguez è venuto alla luce.

Quella che sembrava la classica love-story su internet, fatta di email e conversazioni romantiche e piccanti via chat, era in verità solo un bluff orchestrato da un abile “prankster” per mettere in ridicolo il governo cubano. Non a caso la vicenda ha suscitato grande ilarità nella comunità americo-cubana del sud della Florida.

Dominguez, che è nativo di Cuba, ha raccontato di aver organizzato la “beffa” per mostrare l’ipocrisia di un Paese i cui governanti si concedono dei lussi a cui il popolo non ha accesso. “Mentre a molti cubani era vietato l’accesso agli internet caffè dell’Avana, lui aveva un Blackberry e un accesso illimitato a internet”, ha spiegato Dominguez al Miami Herald, che oggi pubblicava una trascrizione delle conversazioni via chat fra Claudia e Lothario.


In questi scambi Castro, che ha utilizzato il nickname di Tonycsport, parla di fine settimana trascorsi nella nota località turistica di Varadero a Cuba, di acquisti di capi d’abbigliamento griffati e dei suoi viaggi intorno al mondo come medico della squadra di baseball cubana. E invita caldamente Claudia a raggiungerlo a Cuba, nonostante sia ufficialmente fidanzato con una 26enne produttrice televisiva.

L’idea dello scherzo è nata quando Dominguez ha visto in televisione Lothario Castro al seguito della squadra cubana di baseball a Cartagena, in Colombia. “Il pubblico lo trattava come una star, tutti volevano fare una foto con lui, soprattutto le belle donne”, ha spiegato Dominguez al Miami Herald. “E’ così che ho capito che avrei potuto avvicinarlo fingendomi donna”.